INTERVISTA AI VIA VERDI
D) Via Verdi 1986: Diamond vende oltre 2 milioni di copie. Via Verdi group 2009, nuovo singolo e nuovo album di prossima pubblicazione. Ce ne parli di questo ritorno?
R) Come si dice: "il lupo perde il pelo ma non…" Tra le mie chitarre e le tastiere di Glauco è sempre esistita una strana alchimia che si innesca tutte le volte che ci sediamo ai nostri strumenti. Nessuno dei due si sa spiegare il perché se io faccio una nota lui ne fa due e viceversa... E' sempre stato così ed ancora oggi è così.
Detto questo, nel 2000, quando abbiamo ricominciato a suonare assieme, è ripartito immediatamente tutto come se non ci fossimo mai fermati e quindi, il discorso non finito, ma interrotto nel 90, è ripartito con la più grande naturalezza. Certo, all'inizio abbiamo dovuto sperimentare molto ed in tutte le direzioni. Abbiamo ripreso in mano le nostre comuni origini Rock Progressiv e le abbiamo portate alle estreme sponde dell'Acid Elettronica fino, si può dire, a "centrare di nuovo il tiro" e ritrovare il nostro equilibrio, senza preoccuparci del tempo richiesto per questa maturazione che è stata assolutamente naturale e senza alcuna forzatura.
Questo ha portato alla lavorazione di più di quaranta brani per un totale di oltre quattro ore di musica continuativa, come in passato tutta firmata Grati - Medori (si, perché anche se Glauco negli anni '80 non appariva mai tra gli autori, per qualche suo ancora oggi oscuro motivo si è voluto iscrivere alla SIAE solo negli anni '90, comunque tutti i brani, e sottolineo tutti, li abbiamo scritti sempre assieme) e da qui, grazie a varie esperienze per noi molto significative tra le quali quella inglese dei Real World Studios di Peter Gabriel, la ripresa del nostro mondo "live" (chi ci ha visto dal vivo sa di cosa parlo), forse la maggiore accuratezza dei testi e maturazione nostra, un po' alla volta si è auto creato "Blu", il nuovo album.
Piccola correzione: le copie vendute di Diamond sono oltre 3 milioni.
D) Molti tuoi colleghi sono tornati o stanno per tornare con nuovi prodotti. Qual'è la differenza sostanziale con i Via Verdi
R) Ma… E' un pò come chiedere perché un essere umano è diverso da un altro. Forse la differenza si può centrare meglio se parliamo di singoli cantanti o gruppi.
Se guardiamo a tutta la storia della musica degli ultimi quarant'anni, è facile rendersi conto che c'è sicuramente stata, per numero e per gradimento, una forte egemonia dei gruppi nei confronti dei cantanti singoli. Quando pensi al pop e al rock è più facile che ti venga in mente una band piuttosto che un cantante. Questo avviene perché, a meno che nella band ci sia un leader molto forte e fortemente condizionante, la musica espressa da più musicisti in sintonia non è ne dell'uno ne dell'altro elemento del gruppo, ma è una risultante di forze diverse che riunisce anime diverse, e che vive di vita propria e quindi, come sopra, ne dell'uno ne dell'altro. È una creatura che ha fame, ha sete, ha sonno, si innamora, vuole scopare, è triste, è felice, vuole andare dove crede, si incazza e ha bisogno di coccole.
Certo questa differenziazione non è che calzi per tutti. Ne abbiamo una dimostrazione proprio qui in Italia con il fenomeno "Vasco", che se non l'unico è sicuramente il più popolare e che da trent'anni ha sempre perseguito un "suo modo" assolutamente identificabile, popolare, personale, mai uguale ma sempre evoluzione di se stesso.
I Via Verdi non hanno mai amato ripetersi e lo si capisce dalla tipologia dei nostri brani di successo. Pensa a Diamond, Sometimes, You and me, Trailer, Love is a dream; tutti profondamente diversi ma nei quali sicuramente riconosci lo stesso stile che è lo stile dei Via Verdi e cioè mio e di Glauco. Anche oggi è così e sicuramente non viviamo di nostalgie, quindi non facciamo e non faremo mai l'occhiolino a situazioni di comodo, sicuramente più facili e remunerative, ma che del presente e del futuro non hanno e non danno niente.
D) Tu insieme a Glauco (tastierista) siete i fondatori dei Via Verdi e vi definite "artigiani della musica. Ci spieghi un po' cosa vuol dire?
R) Non so chi disse che "l'artista è quello che vive la storia prima degli altri". Noi viviamo le nostre emozioni e le esprimiamo in tempo reale. Non fanno mai riferimento alle nostre esperienze di successi passati. Quegli degli altri magari a volte si, ma mai i nostri. Ci sentiamo di definire il nostro un "laboratorio", e in questo senso ci sentiamo e ci siamo sempre sentiti più artigiani, sperimentatori di se stessi; un po' più "bravi cesellatori" che stelle dello star system.
D) Avete una band molto compatta e di grande impatto, cosa proponete dal vivo?
R) Dobbiamo affermare che i nostri nuovi due compagni di viaggio, il cantante Luca Mancinelli ed il batterista Primius Pavani, hanno in questo un grande merito. A parte le indiscutibili qualità artistiche, hanno avuto ed hanno la grande e rara dote dell'umiltà, del sapere ascoltare e con questo di sapersi calare perfettamente nelle loro parti facendole proprie, dando così una grossa spinta allo sviluppo del sound.
La notorietà troppo spesso non è sinonimo di grande artista. Per essere un artista bisogna averne i numeri e soprattutto… l'arte.
D) Se Diamond uscisse oggi avrebbe lo stesso impatto che ha avuto negli anni '80?
R) Anche se Diamond ancora oggi viene molto programmata in discoteca e spesso veniamo a sapere, non ultimo un Dj di Radio Stella di Modena alla quale ho rilasciato un intervista una settimana fa, di giovanissimi che vanno dal Dj a chiedere: "Bello ‘sto pezzo… ma di chi è?"; anche se le dinamiche dei suoni sono ancora per certi versi sorprendenti; anche se spesso sentiamo brani "dance" che ancora oggi usano la personale divisione ritmica delle tastiere di Glauco, sicuramente "no".
Negli anni '80 Diamond è stata una assoluta innovazione per tutti gli standard del periodo, diversa da tutto e da tutti, un giro di boa che ha deviato in modo irreversibile tutta la musica dance italiana e non. Possiamo dire che ha anticipato i tempi ed è rimasta unica nel suo genere. Considerando che all'epoca la musica da discoteca e di ascolto erano la stessa cosa, a differenza di oggi dove la "disco" è un prodotto di nicchia, credo che per quanto un brano fortunatissimo, sarebbe andato bene ma non avrebbe avuto ne il substrato giusto ne una promozione minimamente paragonabile a quella di allora.
D) I Via Verdi nel 1991 si sono sciolti. Quale è stata la molla del ritorno e soprattutto come vedi l'industria discografica adesso?
R) Della molla del ritorno più o meno ne abbiamo parlato prima.
Devo solo aggiungere che un'altra bella molla si è innescata quando io e Glauco ci siamo resi conto della "continuità" artistica dei Via Verdi nonostante la defezione di, diciamo così, alcuni amici del passato, e che la loro assenza non ha comunque spostato di una virgola la nostra creatività ed l'universalmente riconosciuta personalità e serietà professionale che da oltre venti anni ci ha sempre contraddistinto.
Il nostro pubblico nella sua grande maggioranza sta dimostrando che non percepisce affatto il cambiamento di persone fisiche ma l'evoluzione artistica, e appena sente le prime note sia dal vivo che su supporto, addetti ai lavori o non, vedi per esempio gli amici dei Ral World Studios di Peter Gabriel, si schiarisce subito le idee e ci dimostra immediatamente e sempre tutto il suo affetto ed apprezzamento.
Qualche volta succede che certe formazioni vadano bene per un determinato periodo storico ed assolutamente no per un altro. Nel nostro caso il cambiamento è stato di grande stimolo, ci ha permesso di migliorare molto e di fare il grosso salto di qualità che abbiamo tanto desiderato.
Per quanto riguarda le case discografiche dico che raccolgono quello che hanno seminato. Non tutte, ma sicuramente la maggior parte. E come diceva la canzoncina: "Son contento ma mi dispiace! ... Mi dispiace, ma son contento!
D) Con la Magicagency avete stretto un forte legame lavorativo e umano, come la vedi nel panorama attuale?
R) Noi siamo rimasti molto colpiti dalla voglia di fare, arrivare e proporre di questa nuova agenzia, che, una volta tanto, punta sulla qualità del "live", su prodotti reali e quindi sul "fare", piuttosto che sul vendere fumo. Speriamo siano i primi di una ritrovata stirpe oramai data per estinta da troppo tempo.
D) Nuovo album, come ti aspetti che il pubblico lo accolga?
R) Domanda difficile. Noi ovviamente speriamo "bene". Quello che posso dire è che ci abbiamo lavorato moltissimo, che ha dei bei suoni, che non è il solito album con un paio di pezzi belli ed il resto non si sa.
"Blu", il suo titolo, non ha brani di riempimento e, un po' come quelli di una volta, è tutto da ascoltare.
I brani inediti rispettano a pieno la produzione Via Verdi e per chi ci conosce, troverà in "I'm losing you" un filo di Arianna lungo due decenni che lo lega a "You and me". Insomma, chi ascolterà questo nostro nuovo album vedrà sicuramente riconfermati lo stile e tutte le potenzialità di ricerca che fanno parte del nostro dna, in un prodotto che non soffre assolutamente di nostalgie, gratificato a pieno dalla bravura dei nostri compagni di viaggio.
Non abbiamo ancora deciso se pubblicarlo in maniera tradizionale oppure se offrirlo attraverso i canali internet. Lo stiamo valutando. Ma personalmente protendo più per questa seconda ipotesi.
D) Con chi ti piacerebbe suonare e quali sono i tuoi miti.
R) Parlo per me ma sicuramente anche per Glauco. Siamo cresciuti a pane e Deep Purple, Led Zeppelin, Genesis, Yes, Pink Floyd, Gentele Giant, Jethro Tull, King Krimson, ma tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80, per anni abbiamo studiato in maniera molto approfondita la musica popolare bretone, irlandese, celtica in genere, con una profonda attenzione alle contaminazioni provenienti da tutte le sponde del Mediterraneo.
Per quanto concerne il "con chi ti piacerebbe suonare" l'unica risposta che mi viene da dire è: "con chi riesce a stimolare e dialogare con la mia fantasia e le mie emozioni".
D) Un consiglio per chi si mette a fare musica.
R) Per imparare a camminare non si possono correre i cento metri piani.
La tecnica serve ad affinare l'espressività non a far sentire a mamma quanto sei veloce.
Non eseguite e basta, tanto per far vedere quanto siete bravi. La velocità è importante ma è come per "il pistolero più veloce del West"; ce n'è sempre uno più veloce!
Nel bene e nel male siate sempre voi stessi perché ognuno di noi è unico ed è quello che decide di essere. Ma lo deve volere veramente, con tutta la forza, a costo di tanti sacrifici, costi quello che costi. Non abbiate paura del giudizio degli altri. Può succedere che "uno" ha ragione e "mille" torto.
Quando Flores invitò in studio uno dei più grandi produttori italiani degli anni '80 e gli fece sentire alla nostra reverente presenza Diamond, questo lo ascoltò con aria di scocciata sufficienza ed alla fine, con tutti i nostri occhi speranzosi puntati addosso, esordì:
"Nooo… Che cazzo è! Per me non venderà mai!"… 3.500.000 copie vendute in tutto il mondo.
Alla prossima intervista di MagicAgency! |